Triste stai pensando a chi

Non tornerà

Tra i ricordi e la fantasia

Blu gli occhi suoi

Li rivedi lì rapiti dai tuoi

Ma è un istante già svanito ormai.

 

Ridi ma stai certo che

Non riderà

Chi hai lasciato lì dentro te

Perso per lei

Già convinto di non perderla mai

In un sogno che tale resterà.

 

Profumata d’eternità

Nel tuo naso si nasconderà.

 

Ora sei convinto che

Non passerà

Guardi le altre ma vedi lei

Ciò che è per te

Lo ritrovi in tutti i sogni che fai

Ma capire non vuoi.

 

Profumata d’eternità

Nel tuo naso si nasconderà.

 

Puoi strisciare ma non puoi alzarti in volo

Né di notte potrai guardare il cielo

Punte di stelle son pronte per lacerare

Cuore di chi ha deciso d’esser mortale

Triste stai pensando a chi

Non tornerà

Stelle

Stelle – Liner notes:

Composizione
La musica di Stelle nasce nel 1998 durante un viaggio notturno sull’Autostrada del Sole, di ritorno dal concerto dei Le Loup Garou a Lavagna. In seguito all’ascolto dell’album Signes di René Aubry, inciso su una audiocassetta ricevuta in regalo prima di metterci in viaggio, strofa e ritornello prendono forma in modo spontaneo. Il testo viene scritto alcuni mesi dopo e si completa con il coro finale, chiudendo naturalmente un percorso narrativo che solo col tempo avrebbe rivelato il proprio significato.

Registrazione
Il brano viene registrato nel 2005 presso la sede di Pozzuoli dell’etichetta discografica Seahorse, diretta da Paolo Messere. Le tracce originali di voce, chitarra e basso provengono da quella sessione. Recuperato a distanza di anni dall’hard disk sul quale era rimasto inutilizzato, il brano viene successivamente remixato nella forma attuale.

Musicisti
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra acustica, basso, percussioni),
Stefania Stesta Manzo (voce, cori)

Santo & Johnny

Johnny

Ddu fazzulettu l’haiu ccu mia

Ah, chi fiauro cchi fà!

 

Johnny

Si lu taliu mi scantu ca

‘U sensu miu si nn’ và.

 

Lu sannu sulu i lumia

Ma cori ‘un ‘hannu pi spiari di nui.

 

Beddu

Nun hajo saputo mai cu si

Tu ma ddiri pirchì.

Johnny

 

Tu m’arridiva e mi dicia:

-Cu ‘u sapi si penzi a mia?-

 

Lu sannu sulu i lumia

Ma cori ‘un ‘hannu pi spiari di nui.

 

Ahh, hajo a turnari

Ficudinnia

Sta aspittannu

Ficudinnia

Minn’ agghiri.

 

Johnny

Nu fazzulettu haiu ccu mia

Ah, chi fiauro c’avia!

 

Lu meo

E’ chiddu i sempri

E l’haju agg’usari

Chi t’haju a ddiri

Fiauro nunn’ à cchiù.

Santo & Johnny – Liner notes:

Composizione
La musica di Santo & Johnny nasce nel 1998 sotto l’influenza dell’omonimo duo canadese, presenza costante nelle trasmissioni radiofoniche RAI ad onde medie degli anni Sessanta. Quelle melodie hanno accompagnato molte delle gite fuoriporta dell’infanzia, sedimentandosi come memoria sonora. L’idea del testo prende forma alcuni anni dopo, attorno al 2001, proprio a partire dai nomi dei due musicisti: la storia immaginaria di un amore tra Santo, siciliano, e Johnny, americano. La traduzione e l’adattamento del testo vengono affinati grazie ai suggerimenti dell’attore siciliano Turi Danca.

Registrazione
Nel corso degli anni il brano conosce diverse versioni. È nel 2021, presso il Solfatara Home Studio, che si arriva alla registrazione definitiva.

Musicisti
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra, basso, tastiere, drum machine, voce)

Fantasie

Non mi va 

Non mi va

Non mi va

di stare stretti stretti

 

Non mi va

Non mi va

Non mi va

Di stare stretti stretti

 

So già

Quello che vuoi da me

Lo so e perciò

 

Non mi va

Non mi va

Non mi va

Di stare stretti stretti

 

Conosco i progetti che hai

Ma son

Fantasie

Fantasie

Fantasie

Fantasie

 

Se tu ti tenessi ad un passo da me

Lasciassi che il gioco restasse anche mio

Se non continuassi a sorridere

Convinto di avermi già avuta

Sarei il sogno tuo 

 

Non mi va

Non mi va

Non mi va

Di stare stretti stretti

 

So già

Quello che vuoi da me

Ma son

Fantasie

Fantasie

 

Se tu ti tenessi ad un passo da me

Lasciassi che il gioco restasse anche mio

Se non continuassi a sorridere

Convinto di avermi già avuta

Sarei il sogno tuo

 

Restassi distante quel tanto che fa

Scattare quel tanto di curiosità

Perdessi quel tono impostato

Quell’aria da uomo vissuto

Sarei il sogno tuo

 

Non mi va

Fantasie – Liner notes:

Composizione
La musica di Fantasie nasce nel 1998 a Procida. Solo alcuni anni più tardi prende forma l’idea del testo, costruito attorno all’immagine di una donna consapevole dei propri desideri e dei propri confini. Nel 2025 la struttura del brano viene ripresa e parzialmente modificata, con interventi sulla melodia e sull’andamento dei ritornelli.

Registrazione
Una prima versione della canzone viene registrata nel 2005 in presa diretta presso il Tottolo Home Studio. Nel 2025, al Solfatara Home Studio, il brano viene rielaborato attraverso nuove integrazioni e scelte sonore, dando forma alla versione definitiva.

Musicisti
Stefania Stesta Manzo (voce)
Dario Guidobaldo (batteria)
Raf Natale (chitarre)
Antonio Tottolo Stefanelli (basso)

Innocenzo desto

Hai detto voglio andare via

Ti ho guardato e ho detto se proprio vuoi, vai

 

E’ esploso forte dentro me

Un dolore che non scorderò più

 

Allora guardo su

Vedo tutto grigio, è tutto grigio

E allora guardo giù

Vedo tutto vuoto

 

E dico mi hai lasciato

Non ritornerai più

E penso m’ ha lasciato

Non ritornerà più

 

È passato un po’ di tempo ma

Ho un ricordo un po’ più chiaro di noi, due

 

Ancora sento il suono che

Si produce con gli schiaffi che tu dai

 

 E se adesso guardo su

C’è un bel cielo azzurro, è tutto azzurro

E se ora guardo giù

C’è un bel prato verde

 

E dico mi hai lasciato

Non ritornerai più

E penso m’ ha lasciato

Non ritornerà più

 

E dico mi hai lasciato

Non ritornerai più

E penso m’ ha lasciato

Non ritornerà più

Innocenzo Desto – Liner notes:

Composizione
La musica di Innocenzo nasce a partire dalla melodia della strofa di ’O Documento dei 99 Posse, rimasta a lungo impressa nella memoria. La velocità viene ridotta a circa un quarto rispetto all’originale e la linea melodica subisce alcune variazioni. Il testo, sostenuto dall’arrangiamento, sviluppa l’idea di uno stesso ritornello collocato in contesti differenti, assumendo sfumature espressive opposte.

Registrazione
Le registrazioni del brano avvengono in momenti e luoghi diversi. Nel 2024 vengono incise in presa diretta chitarra e voce presso la sala Kammermuzak di Carlo (Carletto) Di Gennaro. Nell’estate del 2025, nello studio di Daniele Bucci (Danny Boy), viene registrata la batteria. Nei mesi successivi, al Solfatara Home Studio, vengono aggiunti basso, organo e campane, completando la versione definitiva.

Musicisti
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra, voce, tastiere)
Daniele Bucci (batteria)

Serialkitchen

Stesa nel tuo letto

Come fosse mio

Dappertutto sangue e lacrime

Ci vergogneremo un po’.

 

Della nostra storia

Non racconteremo

Di quel tempo in cui camminavamo

Come incollati al suolo.

 

Matrimoni d’acciaio

Su vetri sottili

Ci spaventa l’amore

 

Siamo sotto un melo

E parole argute

Mollemente pendono dai rami

Siamo lì come stupiti.

 

Spuntano domande

Mentre andiamo via

Con premura vi giriamo intorno

Ma evitarle non si può.

 

Matrimoni d’acciaio

Su vetri sottili

Ci spaventa l’amore

Serialkitchen – Liner notes:

Composizione
Musica e testo di Serialkitchen vengono composti nel 1999. Il testo attuale è la traduzione in italiano della prima stesura in inglese e ruota attorno al tema di una relazione clandestina. L’andamento ritmico richiama la canzone Ritornerai di Bruno Lauzi e, più in generale, la tradizione degli chansonnier francesi che ne hanno influenzato lo stile.

Registrazione
Le riprese audio vengono effettuate nel 2003 presso il Tottolo Home Studio. Una prima versione del brano viene utilizzata per il videoclip realizzato da Stesta Mineli con il supporto tecnico di Mariano Fiocco, presentato in occasione del concerto celebrativo per il ventennale dei Le Loup Garou al Duel Beat di Napoli. Nel 2025 i file originali vengono recuperati e rielaborati nella versione attuale.

Musicisti
Stefania Stesta Manzo (voce)
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra, basso, batteria, voce, tastiere)

El Caballero Enamorado

Sto cavalcando veloce e i miei folti capelli si sciolgono al vento io corro da te

 

Tu, raro fiore sei quella alla quale il mio impavido cuore è legato, io vivo per te

 

La più alta montagna

il fiume più in piena,

non posson fermare il mio passo sicuro io corro da te

 

neppure un secondo

neanche un istante

io posso sprecare tanto è il desiderio di giungere a te

 

sto cavalcando veloce ma sento una musica dietro quel colle c’è festa laggiù

c’è festa laggiù, ahhh ahhh

 

Ballando

Muovo le anche volteggiando

E adesso vanno un po’ a sinistra

A destra

Al centro

Ballando

Le anche vanno volteggiando

E adesso vanno un po’ a sinistra

A destra

Al centro

 

Mai più può accadere

Che addesti il mio passo

Mai più riusciranno la musica e il rhum a distrarmi da te

 

È fermo l’intento, è chiaro lo sguardo

Il sole che scende colora di rosso il pensiero di te

 

Sto cavalcando veloce ma sento una musica dietro quel colle c’è festa laggiù

c’è festa laggiù, ahhh ahhh

 

Magia

Nella danza io ballo

Magia

Nella danza mi perdo

 

Ballando

Muovo le anche volteggiando

E adesso vanno un po’ a sinistra

A destra

Al centro

Ballando

Le anche vanno volteggiando

E adesso vanno un po’ a sinistra

A destra

Al centro

El Caballero Enamorado – Liner notes:

Composizione
Musica e testo di El Caballero vengono composti nel 2023. Il brano racconta la storia di un uomo incapace di mantenere i propri propositi di cavalleresca fedeltà alla donna amata, cedendo alle tentazioni della vita, rappresentate nel testo dai momenti della festa popolare.

Registrazione
La registrazione si articola in tre fasi: una prima sessione al Solfatara Home Studio per chitarra, bandurria e voce guida; una seconda presso la sala Kammermuzak per batteria e voce definitiva; infine il ritorno al Solfatara Home Studio per l’aggiunta delle parti di tromba e trombone.

Musicisti
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra, bandurria, basso, voce),
Carlo Di Gennaro (batteria),
Antonio Pignatelli (tromba, trombone)

Violetta della Pietra

Dico le cose che so

Sono vane parole

Sposto il fragore più in là

Dormo un po’.

 

Il vento porta con se

Il sapore del sale

Aiuta a mandar giù

L’insapore boccone di gioia

Che ora divido con te.

 

Nascoste dietro un sorriso

Le antiche paure

Accolgo tutti i sorrisi

Che fai.

 

Una risposta c’è già

Ma si mostra confusa

Metto un po’ a fuoco ed il senso

Va via.

 

Forse tornerò

Certo mi cercherai

Già mi manchi ma passerà.

 

Ascolto il suono che fa

La tua rabbia taciuta

Mentre riposo mi fa

Compagnia.

 

Prendi la mia gelosia

Puoi mostrarla un po’ in giro

Nessuno la scambierà

Per i vuoti argomenti d’amore

Che ora tu dedichi a me.

 

Forse tornerò

Certo mi cercherai

Già mi manchi ma passerà.

Violetta Della Pietra – Liner notes:

Composizione
Musica e testo di Violetta nascono nel 2005 in modo quasi simultaneo. Il brano prende avvio da una progressione armonica che, ripetuta per alcuni giorni, suggerisce inizialmente una direzione leggera. La ricerca di un tema coerente conduce in modo inatteso alla prima frase del testo, che orienta definitivamente il senso della canzone. Da quel momento la scrittura procede con rapidità, attraverso una riduzione della progressione armonica, fino a raggiungere in pochi giorni la struttura attuale.

Registrazione
Il corpo centrale del brano — voce, tastiere e batteria — viene registrato nel 2005 presso gli studi Seahorse di Pozzuoli. In quella sessione Paolo Messere imposta un ritmo guida di drum machine, inizialmente pensato come provvisorio, che resterà invece un riferimento stabile nelle versioni successive. L’arrangiamento viene sviluppato nel tempo a partire da quella base, con un utilizzo prevalente di suoni MIDI. Nel 2025, in vista dell’inserimento nella raccolta, presso il Solfatara Home Studio vengono aggiunti il basso e le sezioni di corno francese.

Musicisti
Stefania Stesta Manzo (voce)
Antonio Tottolo Stefanelli (tastiere)
Paolo Messere (drum machine)

Filippo Tocco

Ero quasi convinto che

Non ci fosse più niente da fare

Che fosse inutile provarci

Tanto già lo sai come va a finire

Uoh uho uho

 

Ero quasi convinto che

Fosse proprio una brutta giornata

Di quelle che cominciano male

E finiscono anche peggio e non ti spieghi

Chi te l’ha mandata

Uoh uho uho

 

Ero quasi convinto poi di colpo

Sei arrivata tuuuh

E adesso guarda come sto bene

Guarda come sto bene

Sto proprio veramente molto bene

 

Ero quasi convinto che

Fosse meglio non farsi illusioni

Che quando sembra che tutto è passato puoi

Star certo un altro guaio è in agguato ma

 

No, non è un’ illusione

Non è un eccesso di ottimismo

Non è mancanza di senso di discernimento

Ci volevi tu, ci volevi tu, ci volevi tuuu uhoo

 

Ero quasi convinto che

Pima o poi sarei stato internato

Perché incapace di capire

Incapace di volere

Incapace di capire e di volere

Uoh uho uho

 

Ero quasi convinto poi di colpo

Sei arrivata tuuuh

E adesso guarda come sto bene

Guarda come sto bene

Sto proprio veramente molto bene

 

No, non è un’ illusione

Non è un eccesso di ottimismo

Non è mancanza di senso di discernimento

Ci volevi tu, ci volevi tu, ci volevi tuuu uhoo

Filippo Tocco – Liner notes:

Composizione
La musica di Filippo risale al 1999. Per molti anni la melodia resta priva di testo, tornando ciclicamente alla memoria fino a trovare una forma compiuta solo dopo un lungo periodo di maturazione.

Registrazione
Dopo diverse versioni, la prima sessione della versione attuale ha luogo nel 2024 presso lo studio Kammermuzak, con la registrazione di chitarra e voce. Successivamente, nello studio di Danny Boy, viene aggiunta la batteria. Le trombe, i sassofoni e il sassofono basso vengono registrati presso il laboratorio musicale dell’Istituto Superiore Casanova di Napoli, scelto per la vicinanza al Conservatorio di San Pietro a Maiella, dove era custodito lo strumento.

Musicisti
Antonio Tottolo Stefanelli (chitarra, voce)
Lorenzo Federici (trombe)
Nicola Cassese (sassofoni)
Daniele Bucci (batteria)

Tracce

Ti avvicini piano

La tua mano sul mio viso

Vorrei non smettessi più

Mi nascondo dentro te

Come un volo basso

Sopra un mondo silenzioso

E pensare da lassù

Quella è casa mia

Bello se fosse così

Se non facessi quello che fai

Se ti accorgessi di ciò

Che esiste già tra noi

Leggo nei tuoi occhi

Ormai persi chissà dove

Che stai già scappando via

Dove non ti troverò

E dico fermati, resta qui

Ricordati di noi due

Non credere che senza lei

La vita non è vita

Pensa a quando mi dicevi

Ti stavo cercando

Quanto tempo mio Dio, quanto tempo

Che sei andato via

Vedo pezzi sparsi

sono tracce un po’ confuse

che mi dicono di me

ma è un ricordo che non ho

E dico fermati, resta qui

Ricordati di noi due

Non credere che senza lei

La vita non è vita

Pensa a quando mi dicevi

Ti stavo cercando

Quanto tempo mio Dio, quanto tempo

Che sei andato via

Pensa a quando mi dicevi

Ti stavo cercando

Quanto tempo mio Dio, quanto tempo

Che sei andato via

Tracce – Liner notes:

Composizione
Tracce viene composta nel 2004 con un riferimento esplicito allo stile di Mina, sia nella scrittura musicale sia nell’impianto del testo. La versione attuale presenta alcune variazioni rispetto alla stesura originaria, in particolare nella struttura e nei ritornelli.

Registrazione

Varie versioni si sono susseguite nel tempo per dare una veste a questo brano che non assecondasse il tenore dolente del testo riverberandolo. E’ solo nel 2025, con la scelta di inserirlo nella raccolta, che si è arrivati al minimalismo dell’attuale versione.

Musicisti
Stefania Stesta Manzo (voce)

Antonio Tottolo Stefanelli (tastiere, drum-machine, basso)

Produzione, missaggio e masterizzazione
Le registrazioni, realizzate in anni e luoghi diversi, sono state armonizzate in un unico percorso sonoro nel rispetto delle singole identità dei brani, mantenendo le caratteristiche originali di ciascuna sessione e restituendo una coerenza complessiva all’intero progetto. Tutti i brani sono stati missati  da Antonio e Luca Stefanelli. La fase di masterizzazione è stata curata da Luca Maria Stefanelli.

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